[recensioni] – il lettore Giancarlo su facebook (2parte)

Dopo il primo commento in cui si soffermava pricipalmente a illustre le prime due storie di 4 PETALI ROSSI, quelle di Arianna Berna e Loriana Lucciarini, il nostro amico Giancarlo Molinari ha scritto un nuovo post alla nostra writer Loriana.

Giancarlo Molinari, amico e autore del romanzo “La borsa da viaggio blu” (edizioni Arpeggio Libero), questa volta nelle vesti di lettore ha espresso un giudizio sui racconti di Monica Coppola e Silvia Devitofrancesco, analizzando principalmente la figura delle figure maschili in “L’equilibrio perfetto” e “Una gabbia di vita”.

Ecco il testo del messaggio:

Anche oggi, chiedo ospitalità a Loriana, per completare il commento dei quattro racconti racchiusi nel libro Quattro Petali Rossi.
Lo spazio occupato sarà maggiore di quello di ieri. Se le vicende, narrate da Arianna Berna e Luciana Lucciarini, mi avevano obbligato a tante lacrime, i racconti di Monica Coppola e Silvia Devitofrancesco, seppure non abbiano tenuto all’asciutto le mie palpebre, hanno spremuto meno lacrime, perché è prevalsa la rabbia rivolta al mio genere: i maschi.

Entrare nel significato delle vicende raccontate, mi obbligherebbe a chiedere l’aiuto di Laura Dagnino, l’amica psicologa presente sulla mia pagina Facebook. Nell’impossibilità di chiederglielo, tenterò di fare, in proprio, l’analisi del comportamento del Marco de L’equilibrio perfetto e Luca di Una Gabbia di Vita.

Senza voler trascurare le figure femminili: Anne e Alba, le parti narranti, al centro dei racconti, come parte più significativa, sono le due figure maschili nominate qui sopra.Se nei racconti di Arianna Berna e Loriana Lucciarini le figure maschili erano defilate rispetto alle femminili, Marco e Luca sono ben descritti come appartenenti alla categoria: Manipolatori affettivi narcisisti, coloro che delle femmine si sentono padroni di farne ciò che vogliono. Usano la seduzione di certi stereotipi di genere e del atavico modo di educare i due sessi a due compiti differenti: i figli, primogenito in testa, devono ereditare il compito dei patriarchi ed anche l’eredità del posseduto di famiglia. Alle figlie si prepara il corredo perché possa, dignitosamente, cambiare padrone. Dal padre al marito. E la cenerentola di turno si doveva adeguare. Certo, oggi come oggi, le situazioni sono in evolvendo, ma non del tutto e in maniera diversa nei due sessi. Se le donne hanno preso maggior coscienza di sé e molti uomini hanno incominciato a capire l’impossibilità del possesso assoluto di una persona e la donna è persona, seppure diversa da loro, una fascia di maschi, neppure molto ristretta, continua a cedere allo stereotipo-pregiudizio: Sono maschio, quindi sono padrone, per superiorità di genere rispetto a voi femminucce. Questo pregiudizi-stereotipo di genere, ha due padri: la Storia e le religioni. Entrambe raccontate, tutto. al maschile. Le figure femminili rimangono al margine, nella Storia, salvo quando si tratta di Regine. Peggio va con le religioni. Prendiamo la cristiana. Dio è padre, Gesù è figlio, gli apostoli tutti maschi, la prima creatura umana: Adamo, maschio, la sequela dei Patriarchi inutile dirlo, nessuna femmina. Potrei proseguire ma non vorrei prolungarmi troppo. Questa storia al maschile dura da millenni, anche da prima del sorgere della civiltà, quindi è difficile estirpare i pregiudizi-stereotipi di genere, ma non impossibile con l’aiuto di voi donne. Come? Rifiutandovi di cercare nel maschio il Principe della vostra vita, colui che penserà a ogni vostro bisogno. Guardatevi intorno, notate fra le vostre conoscenze l’uomo capace di essere dio, quello che provvede a tutto, risolve tutto, è capace in tutto? Se sì, vivete ancora nel sogno infantile della Cenerentola in attesa della scarpina di cristallo, e i Luca e Marco saranno liberi di fare di voi ciò che desiderano, fino a rendere la loro donna a strame o peggio ammasso di carni senza vita.
In chiusa desidero esprimere una speranza mia, confortata dal parere di autorevoli voci al femminile nel campo della filosofia e della medicina sociale francese: partirà e in parte è già partita, l’ultima rivoluzione sociale, sono le donne a condurla.

Giancarlo Molinari


Un sentito ringraziamento a Giancarlo da parte delle 4writers e degli altri soggetti che hanno dato vita al progetto 4 Petali Rossi.

Vi ricordiamo il link diretto per acquistare il volume 4 PETALI ROSSI, FRAMMENTI DI STORIE SPEZZATE che sostiene la Casa delle donne nella Marsica di BeFree –> qui

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